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Archivio mensile:ottobre 2008

Un musicista jazz davvero eccezionale, famosissimo, che però io non conoscevo.
“Miller is perhaps best known as a bassist, working with trumpeter Miles Davis, singer Luther Vandross, and saxophonist David Sanborn as well as a prolific solo career. Miller is classically trained as a clarinetist, and also plays bass clarinet, keyboard, saxophone, and guitar.”
Il suo modo di fare jazz non mi disturba come di solito accade quando ascolto per diversi minuti questo genere di musica; il suo è jazz melodico, dove la melodia è blues, funky and R&B.
La sua band, infine, è davvero strepitosa.
Vi propongo di vedere un suo CONCERTO, di cui vi mostro l’inizio in questo video.



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Moka, la ragazza talentuosa, pubblica nel suo “Motel de Moka” una playlist che lascia sbalorditi: 8 tracce di artisti diversi, tutti pezzi di rara bellezza (“Duetto” e “Pitasi” i miei preferiti) e tutti in armonia tra di loro.

Per farvela ascoltare la copio integralmente qui di seguito, ma vi consiglio di gustarvela nella sua cornice originale:“My blood is clean Pt. 5”.

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  1. Maurizio Ravalico / Ollie BownDuetto (Part 1)
    An Introduction To Not Applicable (Web Release)
  2. HarukiGallop On Off
    Haphazardly, While Sitting (Corps-Morts / 2008)
  3. GoldmundTo
    Two Point Discrimination (Western Vinyl / 2007)
  4. Bird ShowMbira, Harp & Voice
    Bird Show (Kranky / 2008)
  5. ClogsPitasi
    Sticks music (Brassland /2004)
  6. Emmanuelle ParreninL’Écharpe De Soie
    Maison Rose (Ballon Noir / 1977)
  7. Six Organs of AdmittanceProcession of Cherry Blossom Spirits
    School of the Flower (Drag City / 2005)
  8. Baka PygmiesYeli
    Heart of the Forest (Crammed Discs /1993)

All I do is what my flesh can do, yet everything my flesh can do feels strange.
I am the swelling of a salt sea onto an armature of chalk, the calm of a tidal pool where brain cells live, the wind, the lightning storm where thought flares into thought.
I taste damp sparks inside my tongue. If sayings gather under the name of Faith, or Art, I let them when they let me let them, and my mind clears.

– Brooks Haxton, I Am.

Non so se l’avete mai sentito parlare di suo fratello, della mafia e dei fatti di sangue del 1992… Ogni volta mi porta alle lacrime, e ogni volta mi carica di rabbia infinita.
Alcuni passaggi dei suoi dialoghi con la memoria non si può negare abbiano anche un estremo valore umano, come ad esempio quando ricorda che suo fratello paolo aveva iniziato volontariamente ad uscire di casa quando i figli ancora dormivano e a rietrare quando s’erano già riaddormentati, così da rompere un legame affettivo che di lì a poco – lui lo sapeva – la mafia avrebbe spezzato per sempre.
Qui vi mostro solo uno dei suoi interventi ma in rete, a cercarli, se ne trovano diversi. In un suo recente articolo sul suo BLOG ha rivelato che, a causa dello stess emotivo e della frequenza di questi incontri ai quali partecipa, sta accusando problemi di salute e difficoltà nel rifiutare ancora alla sua famiglia la dovuta attenzione.

Vorrei poterlo incontrare, per ringraziarlo e per dirgli: Salvatore, non è stata colpa tua.

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Cossiga è (a prescindere dal giudizio di merito!) persona secondo me intelligentissima; anche più di Andreotti.
Le sue esternazioni sono famose per il fatto che, piene di ironiche allusioni, spesso aprono – per chi sa intenderne il codice – squarci di luce nel buio di mondi osceni inimmaginabili e preclusi ai più.
Oggi leggo una sua intervista su QN, che riporto parzialmente:

“Maroni […] dovrebbe ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. […] Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri […] nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano […], soprattutto i docenti […] non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. […] Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!”

Cossiga sa bene che le parole pronunciate nell’intervista sono pesanti, pesantissime! Non credo si sia rincitrullito a causa dell’età avanzata, per niente. Credo invece che abbia voluto parlarci con quel suo codice cifrato per farci intendere verità che altrimenti non avrebbe potuto rivelare.
Ebbene, provo a dare una mia interpretazione ale sue parole.
Cossiga il suggerimento lo rivolge a Berlusconi, il quale già solo ieri DICEVA:

“Vorrei dare un avviso ai naviganti molto semplice: non permetteremo che vengano occupate scuole ed università, perchè l’occupazione di posti pubblici non è una dimostrazione, una applicazione di libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti, nei confronti delle famiglie, nei confronti delle istituzioni e nei confronti dello Stato.
Convocherò oggi il ministro degli interni e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine per evitare che questo possa succedere. Sono assolutamente convinto che lo Stato debba garantire i diritti dei cittadini. Faremo lo Stato. Chi compie reati lo sappia. Avete quattro anni e mezzo per farci il callo, io non recederò di un centimetro”

Lasciamo da parte la buffonaggine del personaggio Berlusconi che già oggi smentisce tutto. Che pagliaccio…
Le sue parole violente e dittatoriali, fasciste, proiettate nello scenario illustrato da Cossiga, m’hanno fatto ritornare alla mente i disordini del G8, culminati con la morte di Carlo Giuliani.
E guarda caso a quei tempi c’era al governo Berlusconi, per l’appunto, e Fini alla vice presidenza del consiglio dei ministri…
Ascoltate le accuse mosse nel video che segue, poi giudicate voi:

Temo per gli studenti che manifestano la loro civile protesta, perchè son giovani e possono essere facilmente fomentati, deviati, condotti verso pesanti punizioni, punizioni che magari neanche hanno messo in preventivo (e questo è l’aspetto peggiore!…)
Le mie sono pure illazioni, eppure credo proprio che un fondo di verità ci sia in quello che penso…

Lo sapevate che dall’inizio del 2008 confindustria e i sindacati stanno discutendo circa la riforma del sistema contrattuale? Io no, e ora che lo so rimango letteralmente sconvolto dal fatto che l’informazione non ne parla e – soprattutto – che la gente non ne parla.
Ho cercato di capirci qualcosa e quello che ne viene fuori – come se non bastasse tutto quello che questo attuale governo ci vomita addosso – non è per niente confortante.

/////////// LA NOTIZIA //////////////

10 ottobre.
Siamo a una svolta della trattativa sulla riforma del modello contrattuale. Confidustria, Cisl Uil si accordano su una serie di linee guida, che non si possono leggere comunque come un accordo separato. Piuttosto sono un documento che farà parte della trattativa più generale richiesta dalla Cgil anche con le altre organizzazioni e gli altri soggetti, sulla scia dei modelli degli accordi storici degli anni novanta.
Spingono sull’acceleratore anche i due ministri Sacconi e Brunetta.
Secco, anzi quasi lapidario com’è nel suo stile, il commento del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, secondo il quale “le linee guida condivise da Confindustria, Cisl e Uil per un nuovo modello di rapporti tra imprese e lavoratori sono altamente significative non solo perché rappresentano un primo punto fermo dopo circa un decennio di inutili tentativi, ma anche perché intervengono nella grande crisi delle economie finanziarie opponendovi un forte segnale di volontà degli attori che producono autentica ricchezza”.

14 ottobre.
Epifani: “E’ difficile trovare un accordo sulla riforma del modello contrattuale, perche’ la proposta della Confindustria fa diminuire i salari con il contratto nazionale e non estende neanche la contrattazione del secondo livello. Questo vuol dire che per la maggioranza dei lavoratori di un settore o di una categoria, con quell’impostazione, i salari non potranno aumentare”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani: ‘Abbiamo diversita’ di visione. Ma non trovo alternative al tenere fermo un principio che e’ quello della fedelta’ alla piattaforma, della fedelta’ al fatto che i lavoratori italiani non possono guadagnare di meno di quello che guadagnano oggi’.

15 ottobre.
Marcegaglia: “Io e Bombassei abbiamo ricevuto un mandato pieno per chiudere la trattativa. L’obiettivo è chiudere con tutte e tre le sigle, anche con la Cgil. Ma il mandato non esclude altre ipotesi, cioè di proseguire, se necessario, per un accordo separato”. È questa la posizione della Confindustria sulla riforma dei contratti, annunciata dal presidente Emma Marcegaglia al termine dell’assemblea straordinaria della giunta dell’associazione degli industriali tenutasi oggi a Milano.
“ Aspettiamo la Cgil – aggiunge Marcegaglia secondo quanto riportano le agenzie di stampa – , ma se poi non arriva si possono fare anche altre scelte”. Quanto ai tempi, il presidente di Confindustria ha sottolineato che “non possono essere infiniti. Ora il tavolo sarà allargato anche alle altre associazioni”.

/////////// LE RAGIONI DELLA CGIL //////////////

Ultimamamente la Confindustria, la Cisl e la Uil hanno siglato assieme la condivisione di un documento che definisce “linee guida per la riforma della contrattazione collettiva”.
Questo documento – al quale la sola CGIL per ora si oppone – è un attacco alla contrattazione, ai diritti, al salario dei lavoratori.
Infatti:

– Il documento programma la riduzione dei salari nel contratto nazionale, perché:

  1. il contratto durerà 3 anni, invece che 2;
  2. gli aumenti salariali potranno essere solo ed esclusivamente legati a un indice definito da un’autorità terza, che in ogni caso dovrà togliere l’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime importate; ovvero le famiglie pagheranno l’inflazione derivante dal costo dell’energia più delle imprese perché su di loro peserà anche la riduzione degli aumenti retributivi, oltre che i maggiori costi nelle bollette e nel prezzo della benzina;
  3. gli aumenti salariali, legati una volta di più alla produttività, smentiscono tutte le lacrime piante dopo ogni tragica “morte bianca”: da un lato si afferma che la sicurezza sul lavoro è una priorità e dall’altro si spinge i lavoratori a ritmi di lavoro sempre più pressanti; flessibilità (precarietà), turni e ore di straordinario, per aumentare la produzione.
  4. gli aumenti si calcoleranno in ogni caso su una paga di riferimento più bassa di quella su cui oggi vengono calcolati gli aumenti contrattuali nelle principali categorie dell’industria; una riduzione del 15% per i meccanici, del 20% per i trasporti; del 30% per i pubblici dipendenti.
  5. il recupero di un’eventuale inflazione più alta di quella definita, avverrà sempre togliendo l’aumento dei costi della benzina e dei beni energetici;
  6. non ci sarà nessuna certezza della decorrenza del contratto nazionale dalla data di scadenza, si dovrà procedere esattamente come oggi con le una tantum, di fronte ai gravi ritardi nei rinnovi contrattuali.
  7. Confindustria, Cisl e Uil auspicano poi che ci sia la riduzione del peso del fisco sui salari, ma in realtà lo chiedono solo per il salario flessibile e non per quello certo e garantito a tutte e a tutti.

IN CONCRETO, CON UN’INFLAZIONE UFFICIALE AL 3,8% E CON UN AUMENTO REALE DEI PREZZI DI PRIMA NECESSITÀ INTORNO AL 6%, SULLA BASE DI QUESTE LINEE GUIDA SI FAREBBERO RINNOVI CONTRATTUALI CON AUMENTI ATTORNO AL 2%: OGNI ANNO SI AVREBBE UNA PERDITA DI POTERE D’ACQUISTO SULLE BUSTE PAGA.

– Sulla contrattazione aziendale (contratti di secondo livello), che dovrebbe essere quella che viene favorita dall’accordo, si stabiliscono invece vincoli, limiti e punizioni, che la rendono ancora più difficile rispetto ad oggi.
Perché:

  1. tutto resta come prima, non c’è nessuna estensione della contrattazione né in azienda, né a livello territoriale;
  2. il salario dovrà essere ancora più flessibile e incerto di oggi, tanto è vero che già in alcune vertenze aziendali le imprese hanno detto no al consolidamento dei premi o all’aumento della parte fissa, usando il documento sottoscritto tra Confindustria, Cisl e Uil;
  3. è vietato chiedere nelle vertenze aziendali ciò che è stato già discusso nel contratto nazionale. Orari, precarietà, normative sull’inquadramento, non potranno essere più discusse a livello aziendale, pena “punizioni” per le organizzazioni e le rappresentanze che lo fanno.
  4. un lavoratore, se passa questa proposta, potrà avere un salario e dei diritti diversi a seconda del contratto di secondo livello che le parti sociali firmeranno per lui. Un modo originale per contrapporsi ai meccanismi di frammentazione che sono andati avanti in questi anni! Peccato che, aldilà delle intenzioni, oggi solo una ridotta parte di lavoratori sia coperta dal secondo livello di contrattazione.

– Tutto il sistema viene centralizzato, la Confindustria e le confederazioni sindacali firmatarie avranno il compito di controllare dall’alto tutto il sistema della contrattazione, nazionale e aziendale. L’arbitrato deciderà su eventuali controversie. Gli Enti bilaterali amministreranno sempre di più aspetti decisivi della condizione di lavoro.

– Passa per la prima volta il gravissimo principio per cui a livello aziendale o territoriale si possono fare sconti sul contratto nazionale. Così le imprese o i territori in difficoltà potranno minacciare la chiusura delle aziende o i licenziamenti per ottenere sconti e deroghe sulle condizioni minime stabilite nel contratto nazionale. E’ questo un meccanismo persino peggiore del ritorno alle gabbie salariali.

– Sugli appalti e le cessioni di ramo d’azienda si sostiene che va rafforzata la normativa senza dire in quale direzione. In un contesto in cui le esternalizzazioni e le delocalizzazioni sono all’ordine del giorno grazie all’attuale normativa c’è da restare interdetti.

– Non una parola, in questo documento, sul tema della democrazia sindacale, né per mettere in discussione il sistema delle Rsu che garantisce ai sindacati confederali il 33 per cento a prescindere dalla effettiva rappresentanza né, tantomeno, per imporre per legge il referendum tra i lavoratori per stabilire un mandato vero per la firma di un contratto.

Questo documento è un peggioramento delle stesse regole già negative dell’accordo del 23 luglio 1993 e, se applicato, porterà a una nuova riduzione dei salari per la grande maggioranza dei lavoratori mentre pochi potranno guadagnare qualcosa in più solo a prezzo di un maggiore sfruttamento.

RIFERIMENTI:
Tsunami sull’economia. Svolta nella trattativa: Confindustria, Cisl e Uil si accordano.
Riforma Ccnl: Marcegaglia, mandato per chiudere
Modello contrattuale, di male in peggio!
Modello contrattuale, di male in peggio!
Volantino CGIL “No Confindustria”
Volantino CGIL di approfondimento

Roberta Lombardi Cittadina

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