archivio

Archivio mensile:marzo 2013

IL POTERE LEGISLATIVO (da Wikipedia)

In Italia, il potere legislativo spetta al Parlamento.
Anche il Governo può emanare un atto avente forza di legge (chiamato decreto legge), ma questo deve essere confermato successivamente dal Parlamento, pena la decadenza del decreto legge. Inoltre il Parlamento può delegare il Governo (tramite una legge chiamata appunto legge delega) affinché legiferi su una certa materia, ma al contempo stabilisce i margini entro i quali il Governo può muoversi nel legiferare. L’atto normativo emanato in questo modo dal Governo prende il nome di decreto legislativo.
Il potere di iniziativa legislativa viene attribuito a ciascun parlamentare, al popolo, attraverso l’istituto della proposta di legge di carattere popolare, effettuata tramite la raccolta di almeno cinquantamila firme, e al Governo, le cui proposte di legge devono però essere controfirmate dal Presidente della Repubblica.

IL POTERE ESECUTIVO:

Il potere esecutivo spetta al Governo che ha i compiti di:
– far rispettare l’ordine e la legge attraverso la gestione delle forze di polizia e dei penitenziari
– condurre la politica estera dello stato
– dirigere le forze militari
– dirigere i servizi pubblici e la pubblica amministrazione

///////////////

“E’ ovvio che la crisi di Governo, o le sue dimissioni, implicano l’arresto, alla Camera, di tutte le attività legislative che siano legate o dipendano da iniziative
riservate all’Esecutivo (vedi POTERE ESECUTIVO) o, comunque, dalla necessità di un suo intervento.
Ciò non significa, tuttavia, che il Parlamento non abbia, per tutte le altre materie, piena potestà legislativa (vedi POTERE LEGISLATIVO): la maggior parte delle leggi di cui attualmente si discute, in altre parole, possono essere proposte, votate ed approvate direttamente dalle Camere,
senza che sia necessario l’intervento del Governo.”
[…]
La nostra Costituzione prevede, sulla base del principio di continuità delle istituzioni, che il Governo dimissionario (quale è, allo stato, quello di Monti),
a partire dall’accettazione delle dimissioni da parte del Presidente della Repubblica, entri in regime di prorogatio, sino alla formazione del nuovo Governo.
Per tutto questo periodo, il Governo ha poteri limitati agli “affari correnti”, nel senso che la sua attività sarebbe limitata all’ordinaria amministrazione mentre gli sarebbe preclusa la sfera del cosiddetto «indirizzo politico». In particolare, nel nostro sistema politico si sono sempre emanate circolare dirette a precisare e specificare i compiti ed i poteri del Governo in prorogatio (le più recenti e rilevanti: la circolare Ciampi, quella Amato e la circolare Prodi).
[…]
Mantenere l’attuale Governo Monti in prorogatio (ossia con limitatissimi poteri di ordinaria amministrazione, di disbrigo degli affari correnti),
e concentrare tutta l’attività legislativa nel nuovo Parlamento, per almeno i prossimi 6-8 mesi, ovvero il tempo per una riforma elettorale,
e per l’approvazione delle leggi più urgenti.”

///////////////

Stralci estratti dai seguenti articoli scritti da Paolo Becchi, Professore ordinario di Filosofia del Diritto presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Genova.

Un Parlamento senza Governo
Tutte le bindi-balle sulla costituzione

Credo che la stesura di una legge per l’impignorabilità della prima casa debba essere fatta in accordo e sinergia con la legge per il reddito di cittadinanza.

///////////////

Una legge per il reddito di cittadinanza la si potrebbe immaginare sulla base di quanto scritto in questi due articoli:
Il reddito minimo? Si può fare
Come si finanzia il reddito di base incondizionato?

In estrema sintesi si tratterebbe di andare a sostituire tutte le forme di welfare attualmente esistenti con un reddito integrativo, senza limiti di tempo e senza obbligo di cercare lavoro, a favore di quei nuclei familiari al di sotto della soglia di povertà.
La soglia di povertà, calcolata dall’Istat, varia ovviamente da Nord a Sud e sulla base della composizione del nucleo familiare.

///////////////

Circa l’impignorabilità, invece, personalmente me la immagino regolata come segue.

L’impignorabilità si applica SOLO su quelle case che costituiscono l’unico bene immobile del nucleo familiare che vi abita.
Il proprietario di tale dell’immobile deve essere nello stato di famiglia del suddetto nuclo familiare e può avvalersi di tale tutela SOLO se:
1) il proprietario e i componenti del nucleo familiare che occupano l’immobile hanno tutti domicilio (comunicazione alla questura) e residenza (comunicazione all’amm. comunale) in quell’immobile
2) l’immobile rientra nei parametri massimi stabiliti (da definire) di ampiezza e di valore, messi in relazione al numero di persone che compongono il nucleo familiare
3) il nucleo familiare del propietario ha una condizione economica complessiva al di sotto di una soglia da stabilirsi (soglia di povertà + 500€ equivalente ad una rata di mutuo ?? ).

La condizione economica è valutata in base a:
– reddito (al netto delle imposte, delle spese mediche e dell’affitto/rata del mutuo, ma comprensivo di sussidi e di ogni altra voce d’entrata del nucleo)
– patrimonio (con la sostanziale sterilizzazione della prima casa)
– indicatori di consumo (auto, ampiezza dell’abitazione, affitto)

Modalità di applicazione:
– applicabile senza limiti di tempo solo su immobili che rientrano nei parametri minimi di cui al punto 2)
– applicabile solo per un periodo di tempo limitato su immobili che superano di poco (da definire) i parametri di cui 2)

Roberta Lombardi Cittadina

Just another WordPress site

Carla Ruocco

Portavoce cittadina al parlamento del Movimento 5 stelle - Vice Presidente Commissione Finanze

VociAlVento

pensieri laterali

Pullinpulse's Weblog

Un contenitore a supporto del mio impegno sociale, ma anche uno spazio per condividere musica, arte, cultura