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Rassegna Stampa

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L’ANTEFATTO

Nel silenzio quasi assoluto dei media la Confindustria appoggiata dall’attuale governo Berlusconi III portava avanti accordi massonici e piduisti con i sindacati al fine di far accettare un nuovo modello contrattuale; tale modello è stato ampiamente criticato dall CGIL, che sola si è opposta a questi accordi di casta facendo informazione ai lavoratori e organizzando la loro protesta.
Tutto questo lo raccontavo nel mio post 21 ottobre scorso, “media indifferenza al futuro”, che vi invito a leggete attentamente, per poter così capire le ragioni impeccabili della CGIL.

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LA NOTIZIA

“Il 22 gennaio scorso, a Palazzo Chigi è stato raggiunto un accordo quadro separato sulla riforma del modello contrattuale (scarica il documento).
LA CGIL NON HA FIRMATO. Via libera, invece, da Cisl, Uil e Ugl, insieme a Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali. Nei prossimi giorni scioglieranno la riserva Abi e assicurazioni.”

Articoli di riferimento:

  1. Contratti, accordo quadro senza la Cgil
    In rassegna.it, 22 gennaio 2009
  2. Accordo separato, Epifani: ora decidano i lavoratori
    In rassegna.it, 23 gennaio 2009

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LE OPINIONI

Gente (criminale) di confindustria come Giovanni Sartori del Corriere dice in un suo articolo che “noi abbiamo un sindacalismo invecchiato che nella Cgil non dimentica le sue origini barricadiere e comuniste, e dedito soprattutto a salvare il posto di lavoro dei vecchi, di chi il posto di lavoro lo ha già”.
E ancora il Sartori dice:“finchè le vacche sono grasse è giusto che la sinistra si preoccupi di distribuire; quando le vacche diventano magrissime anche la sinistra deve rifare i suoi conti. Ma il problema, aggiungo, non è tanto della sinistra in generale, ma ancor più del nostro sindacalismo”.

Incredibilmente, al Sartori risponde Giorgio Ruffolo, prima ancora che che quello affermasse quanto sopra riportato: evidentemente la risposta non ha trovato nel Sartori sufficiente intelligenza per essere correttamente assorbita ed elaborata.
Ebbene, Ruffolo fa presente che “la tempesta nella quale siamo immersi, mi sembra superfluo ricordare che essa è stata confezionata in America da un governo di destra[…] L´accusa che Sartori muove alla sinistra si adatta perfettamente alla destra “liberista”. Qual è, infatti, lo “specifico filmico” della crisi se non proprio quello di avere per anni distribuito ricchezze inesistenti? Su tre piani distinti ma convergenti. Sul piano mondiale l´America ha vissuto e vive tuttora di risorse ben superiori a quelle che produce, finanziandole con il risparmio della sobrietà asiatica e realizzando così la parabola del ricco debitore. Sul piano dell´economia nazionale l´altissima pressione dei consumi, che ha finora mantenuto la domanda a livelli elevati, si basa su un colossale indebitamento delle famiglie americane che, con buona pace di Max Weber, hanno cessato da tempo di risparmiare. Che cos´è quell´indebitamento da cui è originata la crisi americana se non ricchezza distribuita senza essere prodotta? Infine, sul piano dell´impresa, della grande impresa, della Corporation, che cosa sono gli sconfinati guadagni dei manager americani, i loro stipendi di favola, le loro opzioni azionarie, le loro liquidazioni faraoniche, se non rendite di posizione: differenze tra valori di mercato che essi stessi sono in grado di influenzare e valori reali? Anche questa è ricchezza distribuita senza essere stata prodotta.[…]
Si è detto che l´indebitamento sregolato va a carico dei nostri posteri. E Woody Allen ha commentato: che c´è di male? Dopo tutto che cosa hanno fatto i posteri per noi? Ma non è vero. Quando le bolle scoppiano, e inevitabilmente scoppiano nel nostro tempo, sono i contemporanei a pagare. Anzitutto, quelli che non si sono arricchiti di ricchezze non prodotte, quindi sottratte ad altri: i lavoratori disoccupati, i risparmiatori frodati, i contribuenti chiamati a risolvere problemi che altri hanno creato”
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Articoli di riferimento:

  1. Chi sono i colpevoli della crisi globale
    Giorgio Ruffolo
    In Repubblica, 12 gennaio 2009
  2. L’incudine e il martello
    Giovanni Sartori
    In Corriere della sera, 24 gennaio 2009

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LA VERITA’

La verità è raccontata in modo chiaro, equilibrato e sintetico da Paolo Brutti dell’Italia Dei Valori, nell’articolo “Riforma della contrattazione: cortina fumogena” che riporto qui di seguito integralmente.

L’accordo sulla riforma della contrattazione, sottoscritto col governo da diverse organizzazioni sindacali e la Confindustria, senza la firma della CGIL, supera il celebre accordo del 23 luglio del 1993, realizzato al tempo del governo Ciampi. Ancora una volta la mancanza di soluzioni strutturali nelle proposte del governo determina una divisione del sindacato che speriamo si possa ricomporre quanto prima. Si sentono in giro affermazioni contrastanti sui contenuti dell’accordo, alcune che lo stroncano, altre che lo assumono come modello ideale delle future relazioni sindacali. Voglio dire subito che è una prassi consolidata, seppure deprecabile, degli accordi sindacali quella di avvolgere i punti effettivamente vincolanti da una serie di promesse e indicazioni di principio che ben difficilmente, poi, vengono mese in atto. Anche il celebrato accordo del 1993 aveva questi limiti.
Se depuriamo l’intesa appena realizzata dalle molte affermazioni semplicemente esortative e dagli auspici di ulteriori interventi del governo e delle parti, per altro del tutto facoltativi, il contenuto dell’accordo si riduce a due questioni essenziali.
La prima è l’assunzione che, per stabilire l’ammontare massimo degli aumenti contrattuali dei contratti nazionali di categoria, si utilizzerà un parametro elaborato da Eurostat e che si chiama IPCA, al posto del vecchio indice della inflazione programmata. Apparentemente sembrerebbe un miglioramento, perché l’inflazione programmata costituisce una decisione politica e non statistica. Ma l’ indice IPCA viene depurato del contributo all’inflazione apportato dagli aumenti dei prezzi dei beni energetici (energia e materie prime energetiche). Tutti sanno che questi aumenti costituiscono la principale componente dell’inflazione e la loro depurazione determinerà una riduzione strutturale del potere d’acquisto dei salari e degli stipendi nei prossimi anni.
Se si aggiunge che il recupero della differenza tra inflazione reale e inflazione misurata dall’IPCA avviene nel triennio successivo a quello in cui si è avuta la perdita e che tale recupero non è automatico ma si ottiene per via negoziale, diventa chiaro che ogni contratto nazionale si occuperà di recuperare in parte il potere d’acquisto perduto nel triennio precedente e non anticiperà per nulla le perdite future di potere d’acquisto. La seconda questione essenziale è l’accettazione da parte del sindacato che la remunerazione degli aumenti di produttività del lavoro potrà essere presa in considerazione solo negli accordi aziendali. Oggi i contratti nazionali remunerano anche quella che si chiama la produttività media del settore. Domani non sarà più possibile. Inoltre la distribuzione territoriale delle imprese in cui si fa la contrattazione aziendale dice che esse sono solo alcune delle imprese medio grandi, preferibilmente collocate nel centro-nord. Questo poterà ad una progressiva diversificazione retributiva tra i lavoratori delle imprese più grandi e quelli delle imprese minori, che sono oltre il 90% di tutti i dipendenti e tra le imprese del centro nord e quelle del sud, riportando la situazione alle famigerate gabbie salariali.
Il resto dell’intesa è una cortina fumogena per mascherare questi due punti strutturali.
Per dire tutta la verità, ci sarebbe da dire qualcosa anche sulla norma che vieta le azioni sindacali durante la contrattazione, tal che essa si dovrebbe svolgere senza il consueto appoggio della pressione dei lavoratori. Ma questo è un argomento di stretta rilevanza sindacale e non voglio fare facili commenti. Dico solo che una trattativa sindacale non è un invito a un pranzo di gala, come diceva Lech Walesa.
Si capisce bene perché la CGIL non ha firmato e quanto sia avventuristico pensare di riformare la contrattazione senza l’accordo del sindacato che rappresenta la maggioranza del mondo del lavoro e dei pensionati.

Già solo le sue primissime righe mi spingono a ripubblicare questo articolo – che è un vero capolavoro – e a ricordarne per sempre l’autore che è Franco Cordero.

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Benedetto Croce, coltissimo e ricco signore con largo ascendente nella cultura novecentesca, aveva manifestato qualche vaga simpatia al fascismo emergente, castigatore delle mattane sovversive, ma cambia avviso vedendo come il castigamatti s’impadronisca dello Stato, in barba all’etica liberale.

Da allora impersona un implicito dissenso, rispettato dagli occupanti perché ogni soperchieria sul papa dell’idealismo italiano guasterebbe l’immagine fascista; Mussolini non è Hitler. I numeri bimestrali della “Critica” hanno devoti lettori, bollettino d’una sommessa opposizione. Privatamente circolano battute spiritose. Sentiamone una, cosa sia il regime mussoliniano: un governo degli asini “temperato dalla corruzione”. Era formidabile conversatore, spesso feroce, ad esempio nell’arrotare un ex pupillo rumoroso e rampante diagnosticandogli “priapismo dell’Io”. Varrà la pena spiegare in qual senso sia peggiore l’attuale governo onagrocratico (dal latino “onager”, asino selvatico). Qui notiamo come la natura asinina sfolgori nel protocollo d’intesa 26 novembre 2008: i partner sono due ministri; lo scassasigilli era segretario particolare del sire d’Arcore, padrone d’Italia nei prossimi 12 o 17 anni se gli spiriti animali gli durano; l’altro, ministro innovatore dalle frequenti epifanie, ha appena annunciato che domerà gli statali col bastone e la carota. I due s’intendono sul seguente disegno: allestire una memoria informatica universale dove confluiscano tutti gli atti compiuti dalla polizia giudiziaria (il grosso delle indagini preliminari); e la covi il ministro, eventualmente mediante appalti esterni (in lessico tecnicoide outsourcing); why not? (logo d’un allegro affarismo), l’affidi a imprenditori della galassia Mediaset, visti i luminosi precedenti Telecom.

Il lettore domanda perché definiamo asinina un’idea sinistra (tra Gestapo e Millenovecentottantaquattro, l’incubo narrato da George Orwell): l’asino è animale mite; vero, ma ignorante e luoghi comuni probabilmente falsi lo dicono poco intelligente. Qui sta l’aspetto onagrocratico, e tutto sommato benefico, svela piani che menti più sottili dissimulano. Sappiamo dove miri Re Lanterna, tre volte vittorioso nella fiera elettorale grazie all’ordigno televisivo che consorterie tarate gli hanno venduto: pretende nello Stato un dominio quale esercitava nell’impero privato (e presumibilmente lo esercita, essendo piuttosto anomala la metamorfosi dei vecchi pirati in asceti); i limiti normativi gli ripugnano; caudatari in divisa o pseudoneutrali chiamano “decisioni” gesti padronali nemmeno pensabili in chiave politica. Gli sta a pennello la definizione crociana (priapismo dell’Io), con una terribile differenza in peius: quel letterato era persona d’intelletto fine, narciso inoffensivo, acuto patologo del fascismo; lui no, ha plagiato parte d’Italia e vuol comandarla tutta, attraverso l’abbassamento dei livelli mentali.

Appena rimesso piede al governo, s’è proclamato immune dai processi penali, quindi invulnerabile su ogni episodio passato o futuro, qualunque sia il nomen delicti; i suoi piani escludono futuri rendiconti elettorali pericolosi, ma l’organismo collettivo ha ancora difese immunitarie (Carta, leggi, codici, tribunali, magistratura); e volendole disarmare, blatera d’una giustizia da riformare, l’ultima cosa della quale occuparsi mentre il paese va in malora, affogato nella crisi planetaria, e lui s’ingrassa. Aborre l’azione penale obbligatoria e il pubblico ministero indipendente: lo vuole diretto dal governo; il che significherebbe impunità pro se et suis, con duri colpi all’avversario molesto. Tale l’obiettivo ma l’idea è cruda: gliela contestano anche degli alleati; e i negromanti indicano una via indiretta, meno vistosa, lasciare intatto l’ufficio requirente, affidando le indagini alla polizia, diretta dal potere esecutivo.

Quante volte l’ha detto: diventerà avvocato dell’accusa, ridotto alla performance verbale o grafica; cervelli polizieschi investigano e la relativa mano raccoglie le prove (sotto l’occhio governativo). A quel punto sarà innocua la bestia nera. Il tutto sine strepitu: due o tre ritocchi appena visibili; se vi osta l’art. 109 Cost. (“l’autorità giudiziaria dispone direttamente” dell’omonima polizia), basta toglierselo dai piedi; l’art. 138 ammette delle revisioni; nelle due Camere se la combina quando vuole, avendo i numeri; e poco male fosse richiesto un referendum confermativo. Nessuno gli resiste nelle tempeste mediatiche. Con tre reti televisive vola sulla luna.

Riconsideriamo l’aspetto asinino. Il protocollo 26 novembre 2008 grida quel che Talleyrand e Fouché, molto più fini, terrebbero sub rosa, e lo fa in termini grossolani, ignari dell’elementare grammatica legale. Non è materia disponibile mediante circolari o intese ministeriali. La regolano norme codificate: la documentazione degli atti d’indagine avviene in date forme (art. 373); e sono coperti dal segreto finché “l’imputato non ne possa avere conoscenza” (art. 329); e la polizia deve spogliarsi dei verbali, reperti, notitiae criminis, trasmettendoli al pubblico ministero (art. 357). Secondo le attuali regole, i due confabulanti esigono dei delitti dalla polizia (artt. 326, 379-bis, 621 c. p.). E chi escogita questo serbatoio penale, violabile dagli hackers ma comodo in mano al ministro e servizi segreti? I campioni della privacy, furenti quando, straparlando al telefono, finiscono nella memoria acustica corruttori, corrotti, concussori, pirati societari e simili faune.

Come potete notare la rassegna stampa di questo mese è mancante degli ultimi 10 giorni circa, e ciò è dovuto alla mia svogliatezza durante il periodo delle festività natalizie.

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  1. “Un patto tra Cosa Nostra e la politica”
    Alberto Custodero
    In Repubblica, 2 dicembre 2008
  2. Marco Travaglio e le “leggi vergogna” – Lettera
    Francesco Rutelli/M.Trav.
    In Unità, 2 dicembre 2008
  3. Berlu-Sky: la vera storia
    Peter Gomez
    In voglioscendere.it, 2 dicembre 2008
  4. Ho visto l’opposizione
    Furio Colombo
    In Micromega.net, 1 dicembre 2008
  5. Quindici nuove poesie incivili (VIDEO)
    Andrea Camilleri
    In micromega.it, 2 dicembre 2008
  6. Biowashball
    Beppe Grillo
    In beppegrillo.it, 2 dicembre 2008

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  1. Due giudici da riabilitare
    Marco Travaglio
    In Unità, 4 dicembre 2008
  2. Condannato per mancanza di prove
    Marco Travaglio
    In voglioscendere.it, 24 febbraio 2008
  3. Sul “Caso De Magistris” una guerra tra magistrati
    Antonio Massari
    In lastampa.it, 4 dicembre 2008
  4. L’affondo del premier irrita la commissione “Non abbiamo mai detto di alzare quella tassa”
    Alberto D’Argenio
    In Repubblica, 4 dicembre 2008
  5. La Forleo attacca Mani Pulite: ha tolto libertà ai magistrati
    Giuseppe Guastella
    In Corriere della sera, 4 dicembre 2008

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  1. Non consentiamo che la si butti in caciara
    Stefano Racheli (Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Roma)
    in Uguale per tutti/blog, 6 dicembre 2008
  2. Bruni: “Anch’io fui messo a tacere”
    Antonio Massari
    In Stampa, 6 dicembre 2008
  3. “Oggi Prodi sarebbe al governo”
    Tommaso Labate intervista Antonio Di Pietro
    In Riformista, 6 dicembre 2008
  4. “Avvenire”, affondo sui pm. Il cattolico Travaglio: stupito
    M.Antonietta Calabrò
    in Corriere della sera, 6 dicembre 2008
  5. Corte Conti, spunta il freno ai controlli
    Roberto Turno
    In Sole24ore, 6 dicembre 2008
  6. L’allarme del Pg: così saremo sotto tutela
    R.Tu. intervista Furio Pasqualucci
    In Sole24ore, 6 dicembre 2008
  7. Il tedesco che fa paura ai partiti
    Marco Travaglio
    In Espresso, 5 dicembre 2008

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  1. Il decreto di perquisizione della procura di Salerno. Un provvedimento che nessuno vuole pubblicare
    In carlovulpio.it, 7 dicembre 2008
  2. L’allievo supera il maestro
    Pancho Pardi
    In italiadeivalori.it, 7 dicembre 2008
  3. Hack: proibito il dissenso
    In micromega.it, 5 dicembre 2008

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  1. La guerra tra procure è una balla. Vogliono uccidere Mani Pulite 2
    Marco Travaglio
    In micromega.it, 7 dicembre 2008
  2. Il diavolo fa le pentole, ma si dimentica a fare i coperchi
    Gioacchino Genchi
    In gioacchinogenchi.blogspot.com, 14 dicembre 2007
  3. I magistrati frenano sulla riforma
    Ugo Magri
    In Stampa, 8 dicembre 2008
  4. Sciopero alla Corte dei Conti: i politici vogliono controllarci
    Giuseppe Guastella
    In Corriere della sera, 8 dicembre 2008

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  1. Scontro finale tra politica e magistratura
    Marco Travaglio
    In Passaparola, 8 dicembre 2008
  2. Bongiorno: “Giustizia semi-defunta, serve larga intesa (AUDIO)
    In corrieretv, 9 dicembre 2008
  3. Di Pietro avverte il Pd: “Guai agli inciuci” (AUDIO)
    In corrieretv, 9 dicembre 2008
  4. Apertura di Violante, gelo pd lodi dalla maggioranza
    Alessandro Trocino
    In Corriere della sera, 9 dicembre 2008
  5. Violante: i magistrati hanno troppo potere
    Maria Antonietta
    In Corriere della sera, 9 dicembre 2008
  6. Se trattare è obbedire
    Pancho Pardi
    In Micromega.net, 9 dicembre 2008
  7. Furio Colombo: “Questione Pd? Stavolta il Cav. Non dice bugie”
    Tommaso Labate
    In Riformista, 9 dicembre 2008
  8. Il debutto di Villari: apro l’ “istruttoria” su Fazio
    Fabrizio Roncone
    In Corriere della sera, 9 dicembre 2008
  9. Lancio di uova e pomodori Letta contestato all’Università
    P.Pol.
    In Stampa, 9 dicembre 2008
  10. Umberto Garibaldi, l’antifederalista
    Beppe Grillo
    In bepegrillo.it, 9 dicembre 2008
  11. La beffa della social card
    Antonio Fraschilla
    In Repubblica-ed.Palermo, 9 dicembre 2008
  12. Il Piemonte chiede il referendum sul blocca processi
    Marco Trabucco
    In Repubblica, 10 dicembre 2008
  13. Lodo Mondadori, la Cassazione: Cesare Previti corruppe. Bocciato il ricorso
    in unitaonline, 10 dicembre 2008

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  1. La vera riforma? Processi rapidi
    Vittorio Grevi
    In Corriere della sera, 11 dicembre 2008
  2. Giuseppe D’Avanzo intervista Giuseppe Cascini
    “Il Cavaliere vuol controllare i pm così i cittadini saranno meno liberi”
    In Repubblica, 11 dicembre 2008
  3. Via di qui. Cattivi magistrati e cattivi giornalisti.
    Carlo Vulpio
    In carlovulpio.it, 10 dicembre 2008
  4. Contestavano Berlusconi: 8 denunce
    Piero Rauber
    In ilPiccolo, 4 dicembre 2008

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  1. Gustavo Zagrebelsky:“La Carta non è strumento di potere così Berlusconi torna a Cromwell”
    Giuseppe D’Avanzo
    In Repubblica, 12 dicembre 2008
  2. Marco Travaglio, Massimo Fini
    Appello Fini-Travaglio
    In voglioscendere.it, 12 dicembre 2008
  3. Regime? Magari!
    Marco Travaglio
    in Unità, 12 dicembre 2008
  4. Forza impunità
    Paolo Biondani/Marco Damilano
    In Espresso, 12 dicembre 2008
  5. La rivolta della Corte dei Conti
    Virginia Piccolillo
    In Corriere della sera, 12 dicembre 2008
  6. Europa7, frequenze assegnate
    In Corriere della sera, 12 dicembre 2008

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  1. Le bugie del premier
    Massimo Giannini
    In Repubblica, 13 dicembre 2008
  2. “Nei giornali sempre meno libertà” (AUDIO)
    Micromega intervista Carlo Vulpio
    In Micromega.net, 12 dicembre 2008
  3. Social Card: profonda indignazione
    Antonio Di Pietro
    In antoniodipietro.it, 13 dicembre 2008
  4. Il futuro è l’Abruzzo (VIDEO)
    Carlo Costantini
    In antoniodipietro.it, 13 dicembre 2008
  5. Sciopero generale, i lavoratori con la Cgil
    In rassegna.it, , 13 dicembre 2008
  6. Appalti, inchieste e champagne ecco Romeo, il re dei tombini
    Alberto Statera
    In Repubblica, 13 dicembre 2008
  7. Corte dei conti, “spaccatura” sulla riforma
    Roberto Turno
    In Sole24ore, 13 dicembre 2008
  8. Berlusconi: “Il voto a Di Pietro è immorale”
    Francesco Bei
    In Repubblica, 13 dicembre 2008
  9. Genchi, quello 007 che ora fa paura al mondo politico
    Francesco Grignetti
    In Stampa, 13 dicembre 2008

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  1. Il primato degli annunci all’Italia del cavaliere
    Eugenio Scalfari
    In Repubblica, 14 dicembre 2008
  2. Largo ai carneadi. Lo scandalo dell’Antimafia
    Nando dalla Chiesa
    In micromega.it, 12 dicembre 2008
  3. Tasse di Natale
    Antonio Borghesi
    In italiadeivalori.it, 14 dicembre 2008
  4. Chiedere scusa
    Umberto Eco
    In espresso.it, 12 dicembre 2008

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  1. D’Alema, allarme ex pm ma i veltroniani: “L’alleanza rimane”
    Maria Teresa Meli
    In Corriere della sera, 16 dicembre 2008
  2. Di Pietro: “Puniti certi strateghi del Pd”
    Giovanna Casadio
    In Repubblica, 16 dicembre 2008
  3. Caso Mills, dalla Cassazione un altro no alla ricusazione del giudice Gandus
    in corriere.it, 16 dicembre 2008

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  1. Chi votò Del Turco ha disertato, l’astensione affonda i democratici
    Lorenzo Salvia
    In Corriere della sera, 17 dicembre 2008
  2. I pm per cui Roma trema
    Franco Bechis
    In Italia Oggi, 17 dicembre 2008
  3. Corte Conti, protesta dei magistrati
    Roberto Turno
    In Sole24ore, 17 dicembre 2008
  4. Genchi: Non sono uno spione
    Edoardo Montolli
    In Oggi, 17 dicembre2008
  5. Il superboss s’impicca dopo l’arresto
    Felice Cavallaro
    In corriere.it, 17 dicembre 2008

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  1. Veltroni: “Subito pulizia nel partito” Di Pietro: via dalle giunte campane
    G.D.M.
    In Repubblica, 18 dicembre 2008
  2. La teoria del complotto divide il Pd. L’Idv esce dalle giunte campane
    Alessandro Trocino
    In Corriere della sera, 18 dicembre 2008
  3. Il sistema Romeo padrone della città
    Giuseppe D’Avanzo
    In Repubblica, 18 dicembre 2008
  4. “Leggi per frenare i corrotti, non per bloccare le indagini”
    Lionello Mancini intervista Piercamillo Davigo
    In Sole24ore, 18 dicembre 2008
  5. “Mills a libro paga di Berlusconi”
    Emilio Randacio
    In Repubblica, 18 dicembre 2008
  6. Why Not, 106 indagati non c’è l’ex premier Prodi
    R.I.
    In Stampa, 18 dicembre 2008
  7. Operazione Perseo, le conversazioni dei boss (VIDEO)
    In Repubblica, 18 dicembre 2008
  8. Mafia, maxi blitz in Sicilia: 94 arresti (VIDEO)
    In Repubblica, 18 dicembre 2008
  9. “Operazione Perseo”, decapitata la nuova Cosa nostra (VIDEO)
    In Repubblica, 18 dicembre 2008

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  1. Saviano racconta Gomorra agli studenti dell’Onda (VIDEO)
    In Micromega.net, 19 dicembre 2008
  2. Annozero, la puntata del 18 dicembre (VIDEO)-Questione morale
    In annozero.rai.it, 19 dicembre 2008
  3. La rubrica di Marco Travaglio ad Annozero (VIDEO)
    In annozero.rai.it, 19 dicembre 2008
  4. Berlusconi, che supernonno!
    In tgcom.mediaset.it, 19 dicembre 2008

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La primaria fonte – ma non l’unica – dalla quale attingo le informazioni è la rassegna stampa a cura di Vanna Lora (Docente di Storia e Filosofia).

Gioisco del fatto che “a Roma arriveranno con i gallori di procupatore aggiunto due pubblici ministeri assai noti alle cronache nazionali e internazionali, come Raffaele Guariniello, autore di clamorose inchieste (dal doping in casa Juve al caso Thyssen Krupp), e Roberto Scarpinato, pm antimafia per eccellenza, che guidò l’accusa nel processo a Giulio Andreotti”.

Gioisco soprattutto per la nomina di Scarpinato. La mafia non è solo crimine militare e non è solo a Palermo.
Scarpinato a Roma può fare moltissimo per la giustizia e la legalità.
Finchè si saranno uomini come lui potremo continuare a sperare.


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  1. Gellutri
    Marco Travaglio
    in Unità, 2 novembre 2008
  2. La P2 ieri. La sua vittoria oggi (da Diario, maggio 2001)
    Gianni Barbacetto
    in societacivile, 2 novembre 2008
  3. Soccorso nero non dimentica
    G.S.
    In Espresso, 31 ottobre 2008

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  1. Il voto nero di Wall Street
    Federico Rampini
    In Repubblica, 5 novembre 2008
  2. “Contro la Carfagna porto i testimoni in tribunale”
    Antonello Caporale intervista Paolo Guzzanti
    In Repubblica, 5 novembre 2008
  3. Guzzanti verso l’espulsione
    Antonello Caporale
    In Libero, 5 novembre 2008
  4. Dell’Utri, attacco a RaiTre: basta ai conduttori con la faccia dark
    Paola Di Caro
    In Corriere della sera, 5 novembre 2008
  5. Anm: proposte per una giustizia migliore – Lettera
    Luca Palamara/Giuseppe Cascini/Gioacchino Natoli
    In Corriere della sera, 5 novembre 2008

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  1. Attendiamo fiduciosi
    Marco Travaglio
    In Unità, 6 novembre 2008
  2. Torna il giudice Carnevale ma è scontro Csm-Camera
    Francesco Grignetti
    In Stampa, 6 novembre 2008
  3. Al Senato c’è Ponzio Pilato
    Marco Travaglio
    In Espresso, 6 novembre 2008
  4. “Lo abbraccerò e gli darò i miei consigli” Silvio prepara la trasfigurazione obamiana
    Filippo Ceccarelli
    In Repubblica, 6 novembre 2008
  5. Berlusconi bocciato agli esami
    Edmondo Berselli
    In Espresso, 6 novembre 2008
  6. Omicidio Olgiata, Bruno Vespa condannato per diffamazione
    In corriere.it, 6 novembre 2008
    (Il Tg1 di Johhny Raiotta darà la notizia come ha fatto per Travaglio? ndr)
  7. Gaffe mondiale di Berlusconi: “Obama ‘abbronzato'” + interviste a R.Jebreal e J.Touadi (VIDEO)
    NicolòChannel
    In youtube, 6 novembre 2008
  8. Il forzuto di Arcore
    Beppe Grillo
    In beppegrillo.it, 6 novembre 2008

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  1. Arriva il registro per schedare i clochard
    Liana Milella
    In Repubblica, 7 novembre 2008
  2. Un attacco nascosto alla sanità pubblica
    Umberto Veronesi
    In Repubblica, 7 novembre 2008
  3. Usa, lo sconcerto dello staff “Un leader pensa, poi parla”
    Anais Ginori
    In Repubblica, 7 novembre 2008
  4. “E’ uno sciocco” (VIDEO)
    Michele Serra
    In repubblicatv, 7 novembre 2008
  5. Le battute dell’Incompreso
    Gian Antonio Stella
    In Corriere della sera, 7 novembre 2008
  6. Le felicitazioni di Berlusconi ad Obama. Non resta che l’interdizione
    Benny Calasanzio
    In 19luglio1992.it, 7 novembre 2008
  7. Alitalia: faccia tosta di governo
    Antonio Di Pietro
    In antoniodipietro.it, 7 novembre 2008

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  1. Il jolly-clown italiano
    Furio Colombo
    In Micromega, 7 novembre2008
  2. L’immagine peggiore
    Curzio Maltese
    In Repubblica, 7 novembre2008
  3. L’ironia del Cav parla alla gente
    don Gianni Baget Bozzo
    Il Giornale, 8 novembre 2008
  4. Berlusconi non ha capito che cosa significa la questione razziale per gli americani.
    Steve Scherer
    In Repubblica, 8 novembre 2008
  5. Obama si scusa con Nancy Reagan
    In Corriere, 8 novembre 2008
  6. Il Colle approva il decreto: una apertura importante
    Virginia Piccolillo
    In Corriere della sera, 8 novembre 2008
  7. Scuola: ci riproveranno
    Antonio Di Pietro
    In antoniodipietro.it, 7 Novembre 2008
  8. I consigli di Cossiga alla Polizia “Prima una vittima, poi mano dura”
    in repubblica.it, 8 novembre 2008

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  1. Carla Bruni: “Felice di non essere più italiana, dopo le parole di Berlusconi”
    In corriere.it, 9 novembre 2008
  2. “Ehilà abbronzato, come va?”
    Marco Travaglio
    in Unità, 9 novembre 2008
  3. Lucia Annunziata intervista Paolo Guzzanti (VIDEO)
    in rai.it, 9 novembre 2008
  4. I dubbi dei costituzionalisti: la norma è illegittima
    Dino Martirano
    In Corriere della sera, 9 novembre 2008
  5. Prima assemblea, l’Onda si spacca
    Maria Grazia Bruzzone
    In Stampa, 9 novembre 2008
  6. In cella con Riina e Sandokan
    Paolo Berizzi
    In Repubblica, 9 novembre 2008

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  1. Senza etica la finanza fallisce
    Ettore Gotti Tedeschi
    In OsservatoreRomano, 10 novembre 2008
  2. Passaparola – Mafiocrazia (VIDEO)
    Marco Travaglio
    In beppegrillo.it e voglioscendere, 10 novembre 2008
  3. Nessuna sconfessione dall’Eliseo
    G.Mar.
    In Repubblica, 10 novembre 2008
  4. La scuola le proteste e la verità sulla riforma
    Mario Pirani
    In Repubblica, 10 novembre 2008
  5. Con gli studenti ci vuole pazienza
    Francesco Cossiga
    In Tempo, 10 novembre 2008
  6. “Già un milione di firme contro il lodo Alfano”
    Giovanna Casadio
    In Repubblica, 10 novembre 2008
  7. Prove false e omertà duecento “picchiatori” restano senza nome
    In Repubblica, 10 novembre 2008

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  1. La UE Promuove Cai ma boccia il prestito
    Enrico Brivio
    Il Sole24Ore, 11 novembre 2008
  2. Alitalia: dieci questioni ancora aperte
    Gianni Dragoni
    Il Sole24Ore, 11 novembre 2008
  3. La versione dei piloti Alitalia (VIDEO)
    Beppe Grillo
    In beppegrillo.it, 11 novembre 2008
  4. Colpito di nuovo il federalismo in salsa lombarda
    Mario Agostinelli, Andrea Rossi
    In eddyburg, 06 novembre 2008
  5. No all’ammazza blog
    Antonio Di Pietro
    In antniodipietro.it, 10 novembre 2008
  6. Saviano, addio a Miriam e denuncia: minacce dei clan, in pochi allo show
    Marco Imarisio
    In Corriere della sera, 11 novembre 2008

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  1. G8, ecco la foto del poliziotto che portò le molotov dentro la Diaz (immagini)
    In repubblica.t-ed.Genova, 12 novembre 2008
  2. Diaz, l’ultima immagine dello scandalo ecco l’uomo che porta le molotov
    Massimo Calandri
    In Repubblica-ed.Genova, 12 novembre 2008
  3. Ricerca Migrantes-Università di Verona: gli zingari non rubano bambini
    In Rainews24, 10 novembre 2008
  4. 30 mila cartoline a Obama
    Presidio Permanente, Vicenza
    In Antimafia2000, 5 novembre 2008
  5. La tratta degli schiavi
    Antonio Di Pietro
    In antoniodipietro.it, 12 Novembre 2008

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  1. Emiliano Fittipaldi/Marco Lillo
    Che furbetto
    In Espresso, 14 novembre 2008
  2. M.Antonietta Calabrò
    Brunetta: ora tutti sanno dove abito
    In Corriere della sera, 14 novembre 2008
  3. Gian Guido Vecchi intervista Pietro Ichino
    “Capisco Renato, ma i beni dei politici siano pubblici”
    In Corriere della sera, 14 novembre 2008
  4. Consulta, tocca a Flick presidente fino a febbraio
    In Corriere della sera, 14 novembre 2008

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  1. Italia, diritti umani a rischio
    Marco Bellinazzo
    In Sole24ore, 15 novembre 2008
  2. Semaforo rosso
    Marco Travaglio
    In Espresso, 14 novembre 2008
  3. L’uomo di Mosca
    Furio Colombo
    In Micromega.net, 15 novembre 2008
  4. L’ira di Veltroni: “Se ne vada poi prenderemo noi una iniziativa”
    Giovanna Casadio
    In Repubblica, 15 novembre 2008
  5. Vigilanza, gli errori dell’opposizione
    Pancho Pardi
    In Micromega.net, 15 novembre 2008
  6. La dittatura della maggioranza
    Giuseppe Giulietti
    In Micormega.net, 15 novembre 2008
  7. Consulta, Flick presidente (ma soltanto per tre mesi)
    Francesco Grignetti
    In Stampa, 15 novembre 2008
  8. I tagli alla scuola (VIDEO)
    Marco Travaglio
    In Annozero, 23 ottobre 2008

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  1. Abu Ghraib a Genova
    Barbara Spinelli
    In Stampa, 16 novembre 2008
  2. Latorre soccorre
    Marco Travaglio
    In voglioscendere.it, 16 novembre 2008
  3. Addio carcere duro così i boss mafiosi ottengono i benefici
    Silvio Palazzolo
    In Repubblica, 16 novembre 2008
  4. Milano, rifiuti tossici come in Gomorra
    Luigi Ferrarella
    In Corriere della sera, 16 novembre 2008
  5. Truffa dei medici, in “cura” 51 mila morti
    Alfio Sciacca
    In Corriere della sera, 16 novembre 2008

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  1. Passaparola (VIDEO)
    Marco Travaglio
    In voglioscendere.it e voglioscendere, 17 novembre 2008
  2. Loggia continua (VIDEO)-Il video della lezione agli studenti di Roma Tre
    Marco Travaglio
    In Micromega.net, 17 novembre 2008
  3. “Berlusconi si ama o si odia?”- Marco Travaglio e Daniele Capezzone a 8 e mezzo (14 novembre) (VIDEO)
    In la7.it, 17 novembre 2008
  4. L’assalto al sindacato
    Edmondo Berselli
    In Repubblica, 17 novembre 2008
  5. Vigilanza Rai, Veltroni vede Villari “Dimissioni e poi rosa di candidati Idv”
    Goffredo De Marchis
    In Repubblica, 17 novembre 2008

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  1. Vigilanza Rai: il corruttore politico
    Antonio Di Pietro
    In antoniodipietro.it, 18 novembre 2008
  2. Tra veti, censure e proposte indecenti
    Leoluca Orlando
    In “Redazione Italia dei Valori”, 18 novembre 2008
  3. Piano anticrisi, Tremonti atteso al varco
    In rassegna.it, 17 novembre 2008
  4. Bufale di tremontiana invenzione
    Antonio Borghesi
    In “Redazione Italia dei Valori”, 17 novembre 2008
  5. Crisi economica, il papa rinvia l’Enciclica sociale
    Frank Barretti
    In rassegna.it, 18 novembre 2008
  6. Mafia: Pm Scarpinato, centinaia le assunzioni di persone vicine ai boss
    In AdnKronos, 18 novembre 2008
  7. Bnl-Unipol: no definitivo Europarlamento a revoca immunita’ D’Alema
    In AdnKronos, 18 novembre 2008
  8. Sicurezza, Famiglia Cristiana accusa: «Misure indegne»
    In Unità, 18 novembre 2008
  9. Levi fa marcia indietro, niente legge «ammazza-blog»
    In Unità, 18 novembre 2008

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  1. Berlusconi furente a Ballarò (VIDEO, primi 7 minuti)
    Antonio Dipollina
    in repubblicatv, 19 novembre 2008
  2. Mentire sapendo di mentire
    Antonio Di Pietro
    In antoniodipietro.it, 19 novembre 2008
  3. Balle a Ballarò
    Marco Travaglio
    In Carta Canta/repubblica.it, 19 novembre 2008
  4. “Messa in prova” e niente galera per gli incensurati
    Francesco Grignetti
    In Stampa, 19 novembre 2008

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  1. L’Anm contro Berlusconi ricorre alle Nazioni Unite
    Francesco Grignetti
    In Stampa, 20 novembre 2008
  2. Pizzino in diretta su La7. Ira di Veltroni su Latorre
    Antonella Rampino
    In Stampa, 20 novembre 2008
  3. Giustizia, Lega e An stoppano Alfano
    Francesco Grignetti
    In Stampa, 20 novembre 2008
  4. La parola all’esperto
    Marco Travaglio
    In Carta Canta/repubblica.it, 20 novembre 2008
  5. Il piano anti-crisi della Cgil
    In Rassegna.it, 20 novembre 2008

Il pizzino di Latorre

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  1. L’intervento ad Annozero del 20 novembre (VIDEO)
    Marco Travaglio
    In annozero.rai.it, 21 novembre 2008
  2. Il nastro che svela Concorsopoli
    Francesco Viviano
    In Repubblica, 21 novembre 2008
  3. Caos al concorso per magistrati “Una farsa, la prova va annullata”
    Nino Luca
    In Corriere della sera, 21 novembre 2008
  4. Saviano: ” Il business mafia” (VIDEO)
    in repubblicatv, 21 novembre 2008
  5. La mafia liquida e la crisi in borsa
    Antonio Ingroia
    In Antimafuaduemila (tratto da “S”), novembre 2008
  6. L’ortomercato di Milano e la politica del “non vedo-non sento-non parlo”
    Giulia Cusumano
    In Articolo21, 21 novembre 2008
  7. Il numero legale
    Furio Colombo
    In Micromega.net, 21 novembre 2008
  8. Posta, risposta-il ministro Alfano ha copiato male
    Luigi Li Gotti
    In Stampa, 21 novembre 2008
  9. COmmento sulla proposta di legge per la “messa in prova”
    Bruno Tinti
    In togherotte.it, 21 novembre 2008

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  1. Riforma Csm da Veltroni uno stop a Violante
    D.Mart.
    In Corriere della sera, 22 novembre 2008
  2. Di Pietro: Berlusconi è come Hitler. Gardini? Forse avrei potuto salvarlo
    Aldo Cazzullo
    In Corriere della sera, 23 novembre 2008
  3. Il furbetto del pizzino
    Gianni Barbacetto
    In societacivile.it, 20 novembre 2008

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  1. Passaparola – D’Alema, il più uguale degli altri (VIDEO)
    Marco Travaglio
    In beppegrillo.it, 24 novembre 2008
  2. Undici euro di giustizia
    E.D. Scimone
    In 19luglio1992.it, 24 Novembre 2008
  3. Tribunale senza soldi le toghe portano carta igienica e sapone
    Marisa Fumagalli
    In Corriere della sera, 24 novembre 2008
  4. Mille e una espulsione per Alì
    Bruno Tinti
    In Stampa, 24 novembre 2008
  5. Gli ex pm: “Ma quell’inchiesta è già nei libri di storia”
    Davide Carlucci
    In Repubblica, 24 novembre 2008
  6. Ragazzi dell’Onda “Il catalogo è questo”
    Mario Pirani
    In Repubblica, 24 novembre 2008
  7. Lo spot della vergogna (VIDEO)
    Carlo Costantini
    In carlocostantini.it, 24 novembre 2008

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  1. Santino Di Matteo: “Farò presto i nomi dei killer di Via D’Amelio”
    di Maria Loi
    In antimafiaduemila.it, 24 novembre 2008
  2. Il piano anticrisi di Tremonti è ‘mini’
    In rassegna.it, 24 novembre 2008
  3. La mancia del governo
    di Paolo Serventi Longhi
    In rassegna.it, 25 novembre 2008

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  1. Li Gotti (Idv): norma giusta, va approvata
    D.Mart. intervista Luigi Li Gotti
    In Corriere della sera, 26 novembre 2008
  2. Senza uguaglianza la democrazia è un regime
    Gustavo Zagrebelsky
    In Repubblica, 26 novembre 2008
  3. La ‘ndrangheta entra al ministero
    Guido Ruotolo
    In Stampa, 26 novembre 2008

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  1. Lodo Consolo, arriva il siluro del Carroccio
    Liana Milella
    In Repubblica, 27 novembre 2008
  2. Alfano: nuove carceri con i privati
    Donatella Stasio
    In Sole24ore, 27 novembre 2008

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  1. L’intervento ad Annozero (VIDEO) Pane e ottimismo
    Marco Travaglio
    In annozero.rai.it, 28 novembre 2008
  2. “A Bolzaneto torture inconcepibili”
    Alessandra Pieracci
    In Stampa, 28 novembre 2008
  3. Caccia rossa ai collaborazionisti
    Denise Pardo
    In Espresso, 28 novembre 2008
  4. Caso De Pasquale, il pm in udienza è incensurabile
    Ennio Fortuna
    In Italia Oggi, 28 novembre 2008
  5. Avviso ai giornalisti imprudenti
    Furio Colombo
    In Micromega.net, 27 novembre 2008
  6. Se Dell’Utri sta con Obama
    Giorgio Bocca
    In Espresso, 28 novembre 2008
  7. Ponte, impossibile fare espropri i tempi si allungano ancora
    Giuseppe Baldessarro
    In Repubblica, 27 novembre 2008

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  1. La bufala della Social Card
    Antonio Di Pietro
    In antoniodipietro.it, 29 novembre 2008
  2. la parcella professionale del professor Fantozzi
    Pancho Pardi (senatore IDV)
    In italiadeivalori.it, 29 novembre 2008
  3. De Gennaro vuole pieni poteri
    Emilio Gioventù
    In Italia Oggi, 29 novembre 2008
  4. Bossi jr bocciato per la terza volta
    In lastampa.it, 29 novembre 2008

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  1. Dialogo sulla crisi e “caso Sky” Pd, affondo contro Berlusconi
    Roberto Bagnoli
    In Corriere della sera, 30 novembre 2008
  2. Concorrenza governativa
    Antonio Di Pietro
    In antoniodipietro.it, 30 novembre 2008
  3. Lettera aperta a Raffaele Lombardo
    Rita Borsellino
    in Antimafiaduemila, 29 novembre 2008

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La primaria fonte – ma non l’unica – dalla quale attingo le informazioni è la rassegna stampa a cura di Vanna Lora (Docente di Storia e Filosofia).

Il 26 agosto Alex Zanotelli aveva scritto sul settimanale Carta:

Mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del Pd, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. (Una decisione che mi indigna, ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on. Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!).

Per ulteriori approfondimenti e link collegati vi rimando al seguente articolo: Acqua in bocca, vi abbiamo venduto l’acqua.

Dò il mio contributo all’argomento con questo video musicale (bellissimo) dei “Mercanti di liquore”, con testo (strepitoso) recitato da Marco Paolini:

“Due Parti Di Idrogeno Per Una Di Ossigeno”

Il corpo umano è fatto al 90%
di acqua, succhi, saliva e sputi….

nei mari della luna i tuffi non si fanno
non c’è una goccia d’acqua i pesci non ci stanno
che magnifico mare, che magnifico mare

nei mari della luna i tuffi non si fanno
non c’è una goccia d’acqua i pesci non ci stanno
che magnifico mare, per chi non sa nuotare…

Portatemi sulla riva, gnari, sul confine dove l’acqua tocca la
terra, dove l’asciutto diventa bagnato.
Domani qua metteranno il cartello: Privato.

Ma di chi è l’acqua,
perché non riesco a non pensare che questa
non sia roba da vendere e comprare.
Intuisco che è così, ma perché non può esserlo?
Dammi una buona ragione
e lui:

per la sua eguaglianza universale,
per l’indipedenza di ogni particella dalle altre
solo due parti di idrogeno per una di ossigeno.
Per la libertà del suo stato liquido, solido, gassoso,
nel ciclo della pioggia e nelle correnti;
per la variabilità di quiete e tempesta;
per la consapevolezza della sua massa gigantesca tre a uno;
3 a 1 fisso dell’acqua sulle terre emerse;
per la grandezza di ogni orizzonte marino che diventa oceano;
per il suo essere linea, confine, finis terrae che disegna il mondo conosciuto;
per i pesci, i mammiferi marini, le capacità di sciogliere i sali,
trattenere lo zucchero, la stanchezza umana e i rifiuti organici;
per la sua spinta dal basso verso l’alto
uguale alla massa del liquido spostato;
per la commovente resistenza dei ghiacciai ai mutamenti climatici per niente scontati;
per la pazienza del bagnasciuga a Ferragosto;
per la dignità in memoria del nome dei fiumi avvelenati
e seccati in modo per niente scontato o mal calcolato;
per la capacità di azione e reazione dei geiger,
maremoti, tempeste, tsunami, alluvioni, Katrina e Rita;
per il mistero delle sorgenti prosciugate da grandi
opere per niente scontate e mal calcolate;
per l’umidità dell’aria, per la nebbia,
la rugiada, le nevi, la grandine;
per la capacità di lavare, togliere la sete,
di spegnere il fuoco,nutrire le piante;
per essere risorsa, diritto, elemento fondante come aria
e come l’aria di difficile conversione in merce.
Infatti che prezzo si può dare
al vapore, alla nebbia, alla nube,
alla pioggia, al nevischio, alla grandine…
la grandine,nel bilancio idrico dei potenti, sarà un costo o un ricavo?
il suo essere bene indiviso nei secoli di antiche
civiltà che fermavano la proprietà sulle rive dei fiumi,
non l’ha salvata dall’essere merce nell’ultima frontiera dell’West, dove per la prima volta nella storia, chi arrivava alla terra
diventava anche padrone dell’acqua purché avesse un fucile
per difenderla; i nativi d’America erano esclusi dalla gara,
perché, partendo in loco, erano troppo avvantaggiati.
Così la possibilità di venderla e comprarla è un’idea che fa proseliti.
Per bere dovremo stappare!!!
L’acqua da imbrigliare, arginare, deviare, sbarrare, intubare,
prelevata alla fonte, i rivoli invisibili che mettono i fiumi
nell’imbarazzo di non riconoscere mai la foce, ma quale delta o estuario!

Il prezzo… Difficile non pensare alle conseguenze di svalutazione
dell’intera razza umana, dal momento che essa rappresenta
il 90% di ogni corpo umano.
Dunque che prezzo dare alla vita? Che valore più o meno?
Pagandola bene, sei bottiglie di acqua minerale, non è male,conviene!
E la scadenza? Se è merce avrà una scadenza.
Che faremo allora degli stagni pestilenziali, delle lagune museo,
delle pozzanghere inquinate, ma soprattutto dell’acqua
dei vasi da fiore andata a male… nel bilancio idrico contabile del pianeta,
dove le mettiamo, a costo o a ricavo?

nei mari della luna i tuffi non si fanno
non c’è una goccia d’acqua i pesci non ci stanno
che magnifico mare, che magnifico mare

nei mari della luna i tuffi non si fanno
non c’è una goccia d’acqua i pesci non ci stanno
che magnifico mare, per chi non sa nuotare

Riporto integralmente un meraviglioso articolo di Barbara Spinelli, pubblicato oggi su “La Stampa”, ma ci aggiungo i link web alle citazioni fatte dalla giornalista (che donna!).

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Non è stato inutile il processo al massacro nella scuola Diaz, avvenuto il 21 luglio 2001 a Genova durante il vertice G8, così come non è stato inutile il processo alle violenze nella caserma di Bolzaneto. All’epoca si sostenne che non era accaduto nulla, che la polizia aveva agito normalmente contro i giovani inermi. Ora non lo si può dire più e alcuni colpevoli son stati condannati, anche se a pene lievi e forse destinate a esser cancellate da condoni e prescrizioni. Lo scandalo c’è stato, l’infamia fu consumata. Nel diritto italiano mancano le parole per dirlo, ma nel mondo questi comportamenti hanno un nome non controverso: si chiamano tortura, trattamenti inumani e degradanti. Il fatto che l’Italia non abbia ancora accolto il reato di tortura nel proprio ordinamento, 20 anni dopo aver ratificato la Convenzione Onu dell’84, non cambia la sostanza del delitto.

Nessuno nega ormai che a Bolzaneto e alla Diaz giovani donne e uomini furono spogliati, minacciati di stupro, pestati. Che a Bolzaneto un poliziotto spezzò la mano d’un ragazzo, divaricandogli le dita, e il ricucimento dell’arto avvenne in infermeria senza anestesia. Che gli studenti furono costretti a stare ore nella posizione del cigno, gambe allargate, braccia in alto, faccia al muro. Che donne con mestruazioni dovettero mostrare le perdite di sangue davanti agli sghignazzi delle forze dell’ordine. Che dovettero defecare davanti a poliziotti eccitati.

Queste cose son successe nel 2001 in Italia esattamente come – poco dopo – a Abu Ghraib. Quando succedono c’è un salto di qualità, si entra in una zona crepuscolare, altra. Si smette di dire «il crimine può accadere», è già accaduto.

Clausewitz, che studiò le guerre napoleoniche, scrisse nel 1832: «Una volta abbattute le barriere del possibile, che prima esistevano per così dire solo nell’inconscio, è estremamente difficile rialzarle». Si rivelò vero per il genocidio ebraico. È vero per le torture a Genova, a Abu Ghraib, a Guantanamo.

I massimi responsabili non hanno pagato, perché, dice la sentenza, mancavano le prove. Non c’era inoltre un «grande disegno», anche se il pubblico ministero Enrico Zucca sostiene di non aver mai menzionato disegni. Tuttavia i capi sono sempre responsabili quando un poliziotto loro subalterno commette delitti, senza necessariamente esser colpevoli. Questa responsabilità è occultata, anche se si dovrà leggere la sentenza per esserne sicuri. La guida della polizia era affidata allora a Gianni De Gennaro: sostituito nel 2007, poi capo gabinetto di Amato al Viminale, poi – con Berlusconi – promosso a supercommissario ai rifiuti di Napoli e a direttore del Cesis riformato (Dipartimento Informazioni per la Sicurezza). Il suo silenzio sul G8 pesa. Così come pesa lo stupido giubilo della destra. Non c’è niente da giubilare, quando le barriere del possibile precipitano. L’effetto del precipizio è squassante per lo Stato, la polizia, i cittadini. Tanto più oggi, che i giovani ricominciano l’impegno politico come i giovani lo ricominciarono dopo anni di apatia al vertice del G8 di Genova.

Il questore Vincenzo Canterini ha scritto una lettera ai suoi uomini, venerdì, in cui non pare consapevole di questa frana di prestigio e credibilità. Ex comandante del VII Nucleo mobile nei giorni del G8, condannato a 4 anni di reclusione dal Tribunale di Genova, parla con risentimento, annunciando che lui continuerà a portare il casco, non si sa bene per quale missione. È d’accordo con il proprio vice, Michelangelo Fournier, anch’egli condannato a due anni: alla Diaz avvenne una «macelleria messicana», dice a la Repubblica. Ma i suoi poliziotti non sono colpevoli; sono «martiri civili». La lettera è minacciosa: «Lasciamo tutte queste persone nei loro passamontagna e con i loro bastoni, diamogli l’illusione di avere vinto, e facciamogli vedere che alla lunga saremo noi a vincere». Rimettiamoci il casco, incita. Visto che di lettere si parla, vale la pena citare una lettera che fece storia, nel ’68 francese, quando le violenze furono più gravi e lunghe che a Genova. È il messaggio inviato da Maurice Grimaud, prefetto di Parigi, ai propri subordinati. Grimaud ebbe un comportamento decisivo: oggi gli storici concordano sul fatto che senza di lui, il ’68 sarebbe finito in bagno di sangue, generando terroristi di tipo tedesco o italiano. Invece, nulla. Grimaud cercò di capire le dimensioni profonde e mondiali del movimento, invitando i poliziotti, il reticente ministro dell’Interno Fouchet e lo stesso De Gaulle a tenerne conto (intervista di Grimaud a Liaison, giornale della prefettura, 4-08). Capì che insidiati erano l’onore e dunque l’affidabilità delle forze dell’ordine, dei funzionari pubblici, infine dello Stato. Sentendo che nei commissariati serpeggiava odio (c’era stata la guerra d’Algeria) prese la penna, il 29 maggio ’68, e scrisse un messaggio personale a circa 20 mila poliziotti.

È una lettera che andrebbe letta alle forze dell’ordine e nelle università, non solo in Francia. In apertura Grimaud invita a discutere il tema, cruciale ma schivato, dell’eccesso nell’impiego della violenza: «Se non ci spieghiamo molto chiaramente e molto francamente su questo punto, vinceremo forse la battaglia della strada ma perderemo qualcosa di assai più prezioso, cui voi tenete come me: la nostra reputazione». Grimaud non nega che la polizia è ingiustamente umiliata dagli studenti, ma il suo linguaggio e il suo ordine sono inequivocabili: «Colpire un manifestante caduto a terra è colpire se stessi, e apparire in una luce che intacca l’intera funzione poliziesca. Ancor più grave è colpire i manifestanti dopo l’arresto e quando sono condotti nei locali di polizia per essere interrogati. (…) Sia chiaro a tutti e ripetetelo attorno a voi: ogni volta che viene commessa una violenza illegittima contro un manifestante, decine di manifestanti desidereranno vendicarsi. L’escalation è senza limiti». Comunque il prefetto si dichiara corresponsabile, qualsiasi cosa avvenga: «Nell’esercizio delle responsabilità, non mi separerò dalla polizia». L’autocontrollo è un dovere del servitore dello Stato: «Quando date la prova del vostro sangue freddo e del vostro coraggio, coloro che vi stanno davanti saranno obbligati ad ammirarvi anche quando non lo diranno».

Esiste dunque la possibilità di servire lo Stato senza infangarsi. Per la coscienza dei francesi l’esempio Grimaud conta e spiega forse, senza giustificarle, certe reticenze a estradare nostri ex terroristi. Anche in Italia esistono esempi simili, di servizio dello Stato e non della contingenza politica. Il prefetto di Roma Carlo Mosca era uno di questi. Ragionando come Grimaud, egli difese i Rom («Io non prendo le impronte a bambini») e poco dopo il diritto studentesco a manifestare. Nonostante buoni risultati (censimento degli insediamenti Rom; calo dei reati a Roma dal gennaio 2008; violenza degli stadi circoscritta) Berlusconi lo ha silurato, lo stesso giorno del verdetto di Genova.

Quando cade la barriera del possibile il crimine si ripete. I vigili di Parma che hanno sfregiato il giovane originario del Ghana, Emmanuel Bonsu Foster, lo testimoniano (che sia un immigrato regolare è irrilevante, è turpitudine anche con gli irregolari). Lo testimonia la prostituta nigeriana scaraventata in manette sul pavimento d’un commissariato, a Parma in agosto. A Genova hanno condannato i manovali (le «mele marce» di Bush) e due capi, Canterini e Fournier. Non basta: né per rialzare le barriere, né per correggere e riabilitare la polizia. Lo storico Marco Revelli, l’ex Presidente della Corte costituzionale Valerio Onida, il giornalisti Giuseppe D’Avanzo e Riccardo Barenghi hanno detto l’essenziale, su come la democrazia esca sfigurata da simili prove. Solo i cinici e i rassegnati immaginano che sia troppo tardi per cominciare a far bene le cose.

Roberta Lombardi Cittadina

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Carla Ruocco

Portavoce cittadina al parlamento del Movimento 5 stelle - Vice Presidente Commissione Finanze

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